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Informatica – Manuale di teoria ed esercizi

Sono lontani i tempi in cui la tecnologia era rigorosamente riservata ai guru col camice bianco. Hardware sempre più potente ha posto le basi per interfacce utente sempre più intuitive che consentono di fruire della tecnologia in men che non si dica.

Tuttavia, questa immediatezza crolla miseramente non appena è necessario andare oltre la configurazione di una password, ci chiedono di configurare manualmente un account di posta elettronica o di mettere mano al router ADLS di casa. Il problema è che sotto questo strato superficiale di facilità d’uso è sempre presente il grande mondo proibito degli uomini col camice bianco e certe nozioni rimangono fondamentali per usare al meglio la miriade di dispositivi che ci circonda. Questo vale per il semplice fai da te, ma soprattutto per affrontare consapevolmente lo studio e il lavoro.

Questi sono i presupposti che mi hanno guidato nella progettazione del volume “Informatica – Manuale di teoria ed esercizi” per la collana Hoepli Test, un testo destinato principalmente a coloro che devono preparare test di ammissione universitari, concorsi pubblici o militari, ma che si caratterizza anche come prezioso strumento di consultazione per acquisire gli elementi di base necessari per muoversi nel mondo dell’informatica, sia a livello di hardware che di software.

La trattazione è stata organizzata per grandi aree tematiche bilanciando sintesi e completezza per fornire un efficace strumento che consente di apprendere tutto ciò che ruota intorno alla scienza dell’informazione, dagli sviluppi dei primi calcolatori alle reti, internet e ai moderni strumenti di comunicazione.

Ogni area trattata è corredata di numerosi esempi pratici. In fondo a ciascuna area è presente una serie di esercizi, sempre completi di soluzione commentata, per un rapido apprendimento.

Il volume si conclude con un glossario dei termini per richiamare i concetti principali che devono far parte del bagaglio informatico di ciascuno.

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Non solo Wikipedia

La parola “enciclopedia” è ormai diventata sinonimo di “Wikipedia”, e vice versa. In meno di due decenni questo straordinario strumento di consultazione si è consolidato come la più importante risorsa di conoscenza in Internet. Il problema è che per molti è diventata anche l’unica, mettendo gradualmente nel dimenticatoio opere che vantano una lunga storia di eccellenza e qualità riconosciuta. Questa evoluzione ha messo in crisi anche il concetto stesso di enciclopedia e la sua funzione.

Un’enciclopedia è un’opera di consultazione che contiene informazioni su un’ampia varietà di argomenti o anche solo su determinati ambiti. L’obiettivo di dare una forma sistematica alle conoscenze umane rende questi strumenti il veicolo ideale per molte attività di studio e ricerca.

 

Ricerca accademica

Tradizionalmente, le ricerche scolastiche comportavano un grande lavoro di consultazione che si divideva tra scuola, casa e biblioteca. Oggi, capita sempre più che queste attività di studio si limitino a cercare e stampare una pagina di Wikipedia, a scapito di qualsiasi approfondimento. In realtà, l’enciclopedia dovrebbe costituire un buon punto di partenza, non di arrivo, offrendo buoni spunti di approfondimento verso opere più specifiche. Le enciclopedie più note e accreditate forniscono l’opportunità di aggiungere fonti più legittimate a ricerche, presentazioni e tesi. La credibilità è importante perché molto spesso le fonti online non sono verificate con precisione.

Ricerca personale

Una buona cultura personale non è utile solo nei salotti, e per coltivarla e ampliare le proprie conoscenze le enciclopedie costituiscono uno strumento ideale. Oltre alle opere di carattere generale, troviamo enciclopedie dedicate ad ambiti specifici, come medicina, giurisprudenza, musica, storia, e così via. Queste ultime forniscono informazioni più approfondite rispetto a quelle di tipo generale, mentre le prime costituiscono un ottimo punto di partenza per avventurarsi in approfondimenti.

Ricerca professionale

Le enciclopedie generali offrono un quadro complessivo su un’ampia varietà di argomenti mentre quelle settoriali offrono informazioni dettagliate su temi specifici. Qualsiasi professione che richiede frequenti consultazioni ha sicuramente un’enciclopedia dedicata. Troviamo, ad esempio, enciclopedie dedicate alla psichiatria, al diritto, all’economia, alla medicina e a molti altri ambiti. I professionisti le utilizzano per controllare dati, fatti, eventi o per ottenere ulteriori informazioni su particolari argomenti.

Oltre la carta…

Anche se è passato di moda esibire le enciclopedie nella libreria del soggiorno, non significa che questi strumenti di consultazione abbiano perso la loro funzione. Ogni biblioteca pubblica e scolastica offre numerose opere di questo tipo. Non solo, il progresso tecnologico degli ultimi decenni ha consentito di offrire strumenti di consultazione in formato elettronico. Alla tradizionale fila di volumi cartacei sono state aggiunte versioni su CD/DVD e online che rendono molto più veloce ed efficiente la consultazione.
Tuttavia, in Internet possiamo trovare di tutto: opere di qualità con un nome rispettato e consolidato, e altre più improvvisate che hanno il solo scopo di attrarre visitatori ma che sono spesso suscettibili di inesattezze, parzialità e scarsa affidabilità.

Qualche novità

In tema di opere che hanno una storia di successo e una qualità convalidata da un lungo successo in libreria, voglio segnalare la trasposizione su app di alcune enciclopedie, sia tematiche, sia di carattere generale, alle quali ho anche contribuito per le fasi di sviluppo e commercializzazione, Le app possono essere utilizzate su svariate piattaforme mobili (iOS, Android, Kindle) oltre che su sistemi con Windows 10, sono sempre consultabili offline (non richiedono una connessione a Internet), cosa che le rende agili strumenti da avere sempre con sé all’occorrenza.

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Dizionari online o su carta?

Un sempre maggior numero di utenti preferisce l’utilizzo di dizionari online rispetto alle tradizionali versioni stampate. Il dato è confermato dalla continua diminuzione delle vendite di queste opere nelle librerie.

D’altra parte è comprensibile che di fronte a una spesa che spesso supera i 100 euro, molti preferiscano utilizzare le versioni online o elettroniche, che spesso sono gratuite o accessibili a prezzi decisamente inferiori. Tuttavia, accantonando per un istante la questione economica, viene da chiedersi se l’avvento dei dizionari elettronici e online offre un’alternativa effettivamente migliore rispetto alla tradizionale offerta stampata. Vediamo alcuni pro e contro che possono aiutarci a capire meglio.

Consultazione

dizionari-copiaIn un dizionario stampato, la ricerca di un lemma richiede un certo sforzo mentale e fisico. Bisogna sfogliare le pagine per trovare la sezione corretta nell’ordine alfabetico, quindi si devono scorrere le voci fino a trovare quella desiderata. Questo lavoro di lettura delle voci può rivelarsi lungo e noioso ma spesso aiuta a trovare anche altri termini nel contesto, facilitando l’apprendimento di nuove parole, e aiuta a tenere la mente in esercizio, un po’ come fare i calcoli a mente e non con la calcolatrice.
La ricerca in un dizionario elettronico è molto più rapida, spesso è sufficiente digitare alcuni caratteri per accedere direttamente al lemma desiderato. È inoltre possibile eseguire ricerche di frasi o idiomi a tutto testo e trovare tutti i lemmi corrispondenti, opzione molto utile per chi viaggia all’estero e vuole trovare modi di dire locali frugando nella fraseologia.

Praticità

Un dizionario cartaceo non richiede elettricità o una connessione a Internet e non si blocca a causa di qualche problema software o hardware. Inoltre, si rivela utile in molte circostanze, ad esempio, laddove regolamenti specifici vietano l’uso di dispositivi elettronici, i luoghi privi di copertura, il divieto di utilizzare dispositivi in aereo, durante lo svolgimento di esami, ecc.
Per contro, il dizionario elettronico ormai può essere portato con sé ovunque, su un PC o su uno smartphone, senza il peso e l’ingombro di un volume di migliaia di pagine. Non solo, la quantità di informazioni che può offrire un dizionario online è decisamente maggiore rispetto a quella di un dizionario stampato.


Costo

Il problema del costo ha certamente contribuito alla radicale diminuzione delle vendite delle tradizionali opere su carta. Un buon dizionario può ancor oggi costare più di 100 euro, anche se sono spesso disponibili versioni ridotte a prezzi più vantaggiosi (a scapito della ricchezza dii contenuti).
Nel modo elettronico, ci troviamo invece di fronte a un’offerta estremamente ampia di dizionari gratuiti o a prezzi decisamente contenuti. Basta una connessione ed è possibile scaricare rapidamente un dizionario in pochi istanti e consultare ciò che serve, per non parlare dei dizionari multilingue online.

Aggiornamento

Le tradizionali versioni su carta venivano aggiornate con nuove edizioni pubblicate a distanza di anni, spesso in prossimità dell’esaurimento delle scorte di magazzino.
Un dizionario online può essere aggiornato, sia a livello di software sia a livello di contenuti, in qualsiasi momento. La popolarità dei social ha poi consentito di aumentare l’interazione con gli utenti, che possono così contribuire allo sviluppo dei contenuti con commenti e segnalazioni o con la creazione di dizionari specializzati o personalizzati, non sempre tuttavia con risultati soddisfacenti.

Qualità

I migliori dizionari stampati venivano e vengono creati da team di esperti linguisti attraverso un lungo e accurato lavoro di redazione. Importanti autori (ed editori) hanno contribuito a realizzare opere riconosciute in tutto il mondo per la loro qualità. Ciò è confermato dal fatto che i dizionari sono spesso noti con il nome dell’autore (qualche esempio: “lo Zingarelli”, “il Gabrielli” o “il Devoto Oli”) che ne denota immediatamente il contenuto (dizionario di italiano piuttosto che di inglese) e di conseguenza l’attendibilità dei contenuti.

dizionari feature

 

Nel caso dei dizionari elettronici e online, spesso è meno chiaro chi sia l’autore, chi ha scelto e redatto i lemmi e quali fonti ha usato. Gran parte delle offerte gratuite viene realizzate con l’unico scopo di conquistare il maggior numero possibile di utenti a cui propinare banner pubblicitari. Anche l’effetto social, citato prima, e lo sviluppo di comunità online contribuisce ad accrescere la confusione: se da una parte l’interazione può stimolare e accelerare lo sviluppo di contenuti, dall’altra spesso non viene sottoposta ad adeguate procedure di controllo qualitativo.

Fortunatamente, il patrimonio accumulato su carta non viene sprecato e le stesse versioni dei dizionari che troviamo su carta ora vengono progressivamente trasformate in strumenti di consultazione disponibili tramite il Web oppure sotto forma di applicazioni per le varie piattaforme di sistemi operativi. Queste proposte spesso hanno un costo, che però è generalmente inferiore al corrispondente cartaceo e viene certamente compensato dalla qualità del prodotto.

Un esempio di offerta online è quello proposto dal sito Web della società eLexico, dove è possibile trovare i più importanti dizionari pubblicati in Italia. Un abbonamento consente di accedere in qualsiasi momento al dizionario desiderato, con la possibilità di scaricare anche una versione di consultazione offline.

Un’altra iniziativa interessante è quella di Edigeo, che ha avviato la pubblicazione di molti dei più noti dizionari ed enciclopedie italiani in forma di app da utilizzare sui dispositivi mobili iOS e Android e sui PC e smartphone che utilizzano Windows 10. Le app sono disponibili sui principali store online e offrono una soluzione interessante soprattutto per chi fa un uso intensivo e professionale di questi strumenti di consultazione (traduttori, studenti, viaggiatori, ecc.).

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Manuale del redattore 2.0: editoria e…

Uno dei settori che ha vissuto, e sta vivendo, una radicale trasformazione per effetto dei progressi tecnologici che si sono avuti negli ultimi decenni è sicuramente l’editoria e le figure professionali che storicamente fanno parte della sua filiera, come ad esempio, redattori, traduttori e grafici.

Queste figure che si erano consolidate nel tempo grazie a processi cristallizzati e legati prevalentemente a tecnologie analogiche sono state rivoluzionate completamente dall’avvento di un intero mondo di nuovi strumenti digitali. PC, scanner, stampanti e tablet supportati da una miriade di programmi e formati, per non parlare di Internet e dei nuovi metodi di fruizione dei contenuti che porta con sé, hanno determinato negli ultimi decenni una rapida evoluzione dei processi di realizzazione del prodotto editoriale.

Questo sta richiedendo l’acquisizione di nuovi livelli di professionalità che superano le tradizionali barriere di specializzazione. Un redattore deve conoscere quali programmi usare per realizzare un libro su carta o un ebook, un traduttore deve districarsi tra programmi di traduzione assistita e cosiddetti strumenti di proof-reading, un grafico può trovarsi a gestire lo stesso contenuto per la stampa e per il Web con ovvie differenze operative.

redazione20Questa grande trasformazione trova riscontro in due opere editoriali, curate da Edigeo su incarico dell’Editrice Bibliografica. Il primo volume, Manuale di redazione, è stato pubblicato nel 1998 e costituisce una guida di riferimento sulle tecniche di redazione tradizionali.

Di fronte ai cambiamenti che si sono avuti negli ultimi anni, si è posta l’esigenza di proporre un nuovo strumento di conoscenza che affrontasse molti e disparati temi, dall’uso di Internet in redazione alla gestione dei documenti digitali, dal trattamento delle immagini allo sviluppo di prodotti digitali.

Questo nuovo manuale – denominato Manuale del redattore 2.0 e destinato al mondo della produzione editoriale ­ curato sempre da Edigeo e al quale ho collaborato con la stesura di alcuni capitoli, si affianca al precedente per offrire una guida di orientamento in un mondo caratterizzato da una straordinaria ricchezza di soluzioni innovative che cambiano quotidianamente il modo di lavorare in redazione. E per questo, cerca non tanto di offrire risposte precise e puntuali che la rapida evoluzione delle tecnologie renderebbe presto obsolete ma una visione molto aperta su un mondo in continuo cambiamento nel quale la stessa forma libro viene messa in discussione.

 

 

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Sviluppo di app: outsourcing, in-house o…

La straordinaria diffusione di smartphone e tablet è accompagnata da uno sviluppo esponenziale di app per questi dispositivi. Non c‘è azienda che prima o poi non prenda in considerazione l’idea di fornire ai propri clienti un nuovo metodo per fruire di servizi, informazioni, intrattenimento e altro.

Le fasi di progettazione, sviluppo, test e commercializzazione di un’app coinvolgono diverse figure professionali: Web designer, progettisti di interfaccia, programmatori, esperti di marketing e così via. Tutto questo ha dei costi, che possono variare notevolmente in base alle scelte di sviluppo e al tipo di app da realizzare.

Indipendentemente dalla dimensione dell’azienda, la decisione critica da prendere riguarda l’approccio allo sviluppo e aggiornamento delle app.

Outsourcing? In-house?

Entrambi gli approcci offrono vantaggi e possono produrre ottimi risultati, tuttavia il vantaggio strategico di ciascuno è legato alle caratteristiche specifiche di un’azienda e agli obiettivi di ogni progetto.

Lo sviluppo di app con un team interno offre un maggiore controllo sui progetti, una migliore collaborazione e una maggiore reattività nell’affrontare i problemi che si presentano.

La scelta dell’outsourcing offre invece vantaggi in termini di risorse, carichi di lavoro e gestione del workflow, lasciando al committente la possibilità di focalizzarsi sugli aspetti commerciali e promozionali. Lo svantaggio è un minore controllo sul progetto e il rischio di subire i tempi del fornitore esterno, soprattutto quando entrano in gioco aggiornamenti, nuove release, bug fixing, ecc.

La risposta a questo dilemma è difficile, molto spesso la decisione dipende dal tipo e dal numero di app che un’azienda intende realizzare, dal budget a disposizione e dalle competenze a cui può accedere.

Oppure…

C’è una terza alternativa, che consiste nel creare un giusto mix di competenze interne e outsourcing. Internamente viene mantenuta la quantità minima di risorse necessarie per definire e seguire i progetti che vengono affidati in outsourcing, acquisendo gradualmente il know-how necessario per garantire la qualità e supportare eventuali problemi con i fornitori in termini di consegne, aggiornamenti e bug fixing. All’esterno è possibile scegliere il fornitore più appropriato per i progetti, usando criteri quali costi, piattaforme di sviluppo, esperienza, ecc.

Questo richiede una figura di coordinamento dedicata che conosca a fondo l’intero ciclo di vita delle app, dalla progettazione alla commercializzazione sugli store.

Noi possiamo fornirti questo ruolo…